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31 agosto 2010

"Il nostro tempo" La scelta



di M. Del Forno – F. Ferraguzzo – F. Caprara – E. Mangia -
R. Cardelli – M. Del Forno – F. Ferraguzzo -
Ed. Tieni Duro – Roma
I giorni fra di noi trascorrono veloci
E come andrà  a finire ancora tu non sai
Il mondo sta cambiando e noi stiamo cambiando
Respirando, sempre respirando
Le strade son diverse,
Frenetiche,
Ma intense di volti e lineamenti differenti
Vedo immagini nuove,
Culture e colori,
Radici lontane che adesso mi appartengono
Il mondo che vorrei
Non trova differenze
Fra l’uomo e le sue varie appartenenze
E quello che vivremo sarà …
La foto di una nuova realtà
Immagine del nostro tempo
Un’onda che mi cambierà … dentro
E mi sento un africano metropolitano
Con gli occhi da orientale
E il cuore di chi sa che andrà  lontano
La mia casa è un altopiano al centro di Milano
E mi sento umano
Io mi sento umano…
E mi sento un africano metropolitano
Con gli occhi da orientale
E il cuore di chi sa che andrà  lontano
E se ti sembra strano…io mi sento umano…
I giorni fra di noi, trascorrono veloci
E come andrà  a finire ora tu lo sai
E quello che viviamo è già  la foto di una nuova realtà
Immagine del nostro tempo
Lo specchio di un fiume che si muove lento…
E mi sento un africano metropolitano
Con gli occhi da orientale
E il cuore di chi sa che andrà  lontano
La mia casa è un altopiano al centro di Milano
E mi sento umano, io mi sento umano…
E mi sento vivo sono figlio del destino
Ho scelto il mondo per confine e non sarò mai clandestino
Se ti sembra strano…vieni più vicino…
Io mi sento umano…io mi sento umano
E guarderemo da lontano quello che eravamo
Con la semplicità  andremo via tenendoci per mano…


7 giugno 2010

Ricordi della Seconda Guerra Mondiale - 2

I nostri nonni la ricordano così
Mio nonno mi ha raccontato che il 6 gennaio 1942, i Nazisti lo hanno portato ad Oderzo e da lì a Treviso in treno. Poi, sempre in treno lo hanno portatoa Trento dove rimase fino al 7 gennaio 1942; gli diedero una divisa verde da indossare. Partì per l'Austria e vi rimase fino all'8 settembre 1943. Il giorno dopo lo portarono in Germania nel campo di concentramento, lo misero in fila e gli diedero un libretto. Di seguito andò a lavorare in una polveriera per circa un anno e poi in una fabbrica di locomotive. Il 15 aprile 1945 fino al 18 luglio 1945 ando a Pescantina e poi con un camion del Comune di Ormelle e della Diocesi di Treviso lo riportarono a casa.

1 giugno 2010

Ricordi della Seconda Guerra Mondiale

I nostri nonni la ricordano così

Ciao! Siamo i ragazzi della 3A della scuola media di Ormelle... con il professore di Religione ci siamo soffermati sulle due guerre mondiali raccogliendo testimonianze di parenti e conoscenti che avevano vissuto quei momenti. Abbiamo approfondito maggiormente la Seconda Guerra Mondiale essendo più vicina a noi e per questo motivo le fonti a disposizione erano maggiori. Ora desideriamo renderti partecipe di una parte del nostro lavoro. Dunque chiudi la televisione e mettiti comodo... E buona lettura.
Per mangiare in tempo di guerra, i contadini passavano il cibo alle famiglie. Durante la guerra questa zona venne sfollata e per scappare: quelli a destra del Piave andavano verso il Po, mentre quelli a sinistra andavano verso le montagne. Essi rientrarono nel 1918. Il bisnonno di un mio vicino di casa era talmente abituato a mangiare poco che quando rientrò, mangiò un bel piatto di pasta e morì. Nella nostra zona tutti i campanili. e anche qualche chiesa, vennero distrutti con il mortaio, perchè i soldati li usavano come vedette.
L'Italia dichiarò guerra alla Russia nel 1939. Durante la guerra, la casa dei miei bisnonni - nonni ospitava partigiani nella soffitta (soer) dove si nascondevano durante i rastrellamenti dei tedeschi: se questi fossero andati a controllare, i partigiani avrebbero sparato. Anche a casa dei miei nonni ci fun un rastrellamento e la mia bisnonna Margherita disse ai nazisti che in soffitta non c'era nessuno, invitandoli ad andare a controllare. Grazie a questo gesto così convinvente i tedeschi le credettero e se ne andarono. Questi erano circa una ventina di soldati, seguiti da fascisti. Durante il dominio fascista, quando passava il podestà, tutti dovevano salutarlo: un certo Forniz da Roncadelle non lo fece e fu trasportato al centro della piazza, qui gli fecero bere 1/4 di olio bruciato. Dopo qualche giorno morì. Durante la guerra, c'era il coprifuoco e se qualcuno veniva trovato fuori casa dopo l'orario stabilito, veniva portato in prigione e poi processato (o in campo di concentramento, o fucilato). Qui ad Ormelle il comando dei tedechi era l'attuale asilo. I raccolti agricoli dovevano essere portati all'ammasso, poi i tedeschi ti davano una tessera con la quale andavi a fare la spesa. Il nonno di mio nonno quando uccideva la bestia inviava la carne, la farina e il vino ai partigiani in Cansiglio. Le persone che finivano nei lager  non sempre venivano uccise, perchè se i tedeschi capivano che non erano politicizzate le mandavano ad aiutare i contadini nei campi. Alla fine della guerra l'Italia era divisa in due: Repubblica e Monarchia. Dopo il rreferendum, vinse la Repubblica.

All'inizio la guerra civile tra italiani fascisti e italiani partigiani durò per molto tempo. Infatti solo a Roncadelle ci furono cinque rastrellamenti. Nel primo furono prese quattro persone, amici di famiglia e due di questi morirono in campo di concentramento. Nel secondo fu bruciata una casa e l'abitazione del parroco, ma nessuna persona venne presa. Il giorno dopo, venti persone furono catturate e portate via. Al quarto rastrellamento mio nonno e mio zio si nascosero in una botte piantata nel terreno e si coprirono con delle patate. Quando ad un certo punto sentirono degli spari, scapparono. Si ritrovarono con dei ragazzi da Ponte di Piave che, anche loro, fuggivano e arrivarono fino a Stabiuzzo dove si fermarono a mangiare e per ringraziare dell'ospitalità aiutarono la famiglia con dei piccoli lavoretti. Mio nonno doveva fare la guardia e avvertire subito se arrivavano i Tedeschi. Ad un certo punto vide dalla stradina degli uomini avanzaredei soldati con  alcuni rpigionieri. In tedesco si dissero qualcosa e venne puntato da un soldato il fucile sulla schiena di mio nonno. Quando gli altri se ne andarono, la guardia disse a lui di andarsene e glielo fece capire muovendo la mano, ma impaurito e temendo il peggio mio nonno non si scompose. Dopo un po' si convinse e così grazie a quell'uomo, mio nonno si salvò.

31 maggio 2010

Playing For Change (2)

This was a fantastic experience which I'll never forget and which I shall keep in my heaart forever. I'll always remember it with great pleasure. The artists of Playing For Change have explained the real meaning of music and the feeling music can pass to human heart. In my opinion music is peace, love, happiness, joy, and sometimes, unfortunately, sad moments, too.
I hope, so much, that next year too we (my friends and I) will have the opportunity to meet the artistis of Palying For Change, artistis with a pure heart which fights to spread peace among people.

Playing For Change

An International Group

I think this experience was important and different. It was a good experience and it was interesting. In the video I liked best the part with the Exile Brothers. My favourite singer and guitarist was Roberto Luti. I liked his guitar. A very funny singer was Granpa Elliot from New Orleans. Another part of the film I liked was the last. In this part ther were a lot of singers, Manu Chao and others from all over the world.
The aim of this experience was: fight for the union of all the world with music and charity. In the concert a funny part was when some children took part. We played the guitar and sang what crossed our minds: that was BLUES! Finally we went on the stage and asked the autographs to all musicians.

Il Giornale

Impariamo a leggere i giornali
Nel mese di aprile, la mia classe 3B ha approfondito insieme alla prof.ssa Ferracini l'argomento "giornale". Lo scopo era di imparare a leggere il giornale e saper scrivere un buon articolo.
Prima di tutto abbiamo cercato informazioni sulla storia del giornale sul nostro libro di antologia e abbiamo scoperto che anche nell'antichità venivano trasmesse le notizie, ma oralmente. Solo verso la fine del I secolo a.C. iniziarono a diffondersi notizie scritte. Ovviamente il vero giornale nacque con l'invenzione della stampa, nel XV secolo. Nel XVII secolo iniziarono a diffondersi diversi tipi di giornali,come per esempio quelli letterari. Dopo la rivoluzione industriale nacquero i primi quotidiani. Oggi, infatti, i giornali si possono distinguere in quotidiani e in periodici che possono essere settimanali, mensili, trimestrali, ecc.
Per apprendere meglio l'argomento, la prof. ci ha portato dei quotidiani a scuola e noi dovevamo distinguere le varie parti che lo compongono. Quando li abbiamo letti, abbiamo potuto osservare molte particolarità.

Per esempio i titoli dei giornali si chiamano testate, sopra la testata c'è l'occhiello che introduce il titolo e l'argomento dell'articolo. Sotto il titolo ci può essere anche il catenaccio che sarebbe un sottotitolo. Prima dell'articolo c'è il sommario, che è un breve riassunto del contenuto dell'articolo. Oltre a questi dettagli abbiamo visto che i quotidiani si possono dividere in quotidiani d'informazione che sono ricchi di notizie, dedicano s'pazi agli avvenimenti nazionali, ma anche a quelli esteri. I quotidiani d'informazione d'importanza nazionale, che si trovano in tutte le località d'Italia, trattano argomenti che possono interessare tutte le regioni e le province d'Italia. I quotidiani locali interessano, invece, solo una regione o alcune province d'Italia. Ci sono altri tipi di quotidiani che trattano solo un argomento specifico, come quelli sportivi, economici e politici. L'aspetto affascinante è che si possono trovare in grandi città italiane giornali inglesi, tedeschi, francesi, americani, ecc.
La tecnologia ha permesso che le notizie di tutti i giorni possano uscire anche on-line, qui gli articoli possono essere più approfonditi e, soprattutto, possono essere aggiornati in tempo reale.
Queste conoscenze acquisite ci servono per saper leggere un giornale e saper comprendere quello che spiega l'argomento che più ci interessa; ma per sapere come scrivere un articolo, non ci bastano solo queste nozioni.
Un giornalista, prima di scrivere un articolo di cronaca, deve tracciare una scaletta, poi su quell'idea cominciare a esporre i fatti. L'articolo ha bisogno di un'apertura, di uno sviluppo e ovviamente di una conclusione.
La notizia scritta per essere chiara deve rispondere alle cinque "W: who? what? when? where? why?", che in italiano corrispondono a "chi? cosa? quando? dove? perchè?" .
Scrivere un articolo significa far capire alla gente i fatti che avvegnono nella realtà, nel mondo contemporaneo; per questo bisogna scrivere in modo chiaro e per tutte le persone. Infatti, non tutti siamo intelligenti o acculturati allo stesso livello e per questo bisogna usare un linguaggio che può essere compreso facilmente da tutti e usare invece nei giornali scientifici, letterari o che trattano un argomento specifico un vocabolario più complesso.

31 agosto 2009

Io sogno


Sogno un mondo felice.
Spesso ci capita di sognare, di desiderare che i nostri sogni diventino realtà e di provare in tutti i modi ad avverarli ...
Un mio sogno sarebbe quello di vedere tutte le parti del mondo felici e spensierate, vorrei che tutti fossero amici, quasi come fratelli, e che non ci sia una sola persona che soffre perché gli altri la considerano inferiore. Questo purtroppo, però, è solo un sogno, perché molte persone dei Paesi poveri vengono considerate inferiori e vegnono sfruttate dai proprietari delle grosse aziede dei Paesi ricchi. I Paesi ricchi, invece, non dovrebbero chiedere denaro a quelli poveri, ma dovrebbero aiutarli con dei progetti utili a farli arricchire; inoltre dovrebbero dare lavoro agli adulti e pagare per quello che si meritano; per i bambini, invece, dovrebbero costruire delle scuole, dove possano imparare la cultura del proprio popolo; dovrebbero costruire anche parchi e giardini, dove si possano divertire. In ogni caso, esistono delle organizzazioni, come l'ONU, cioè l'Organizzazione delle Nazioni Unite, che lottano per l'uguaglianza e la pace nel mondo; essa nel 1992 ha adottato un principio, detto Principio dello Sviluppo Sostenibile, in base al quale la politica dei singoli Stati deve contribuire per l'integrità ecologica, l'efficienza economica e l'equità sociale. In un tempo meno recente, più precisamente nel 1945, è stata emanata la Dichiarazione dei Diritti, nella quale erano esplicitati tutti i diritti di una persona; penso che se questi diritti venissero rispettati sarebbe l'inizio di un mondo senza disuguaglianza sociale, e i popoli capirebbero finalmente di doversi aiutare, anziché giocare al più forte e al più debole come fanno i bambini.
... Io sogno che tutti gli Stati sfruttino al meglio le proprie risorse in modo da fondare un'economia più efficiente e forte.
... Io sogno anche che i Paesi non facciano un minuto di più la guerra per rubarsi a vicenda le risorse.
Quello che voglio dire è che il mio più grande sogno sarebbe quello di vedere tutti i Paesi aiutarsi reciprocamente, senza pensare che uno sia migliore dell'altro, ma credendo che ognuno sia dotato di pregi, da apprezzare ogni giorno, e anche di difetti, da migliorare con l'impegno di tutti.

Speranze per il futuro

Uniamoci per aiutare il Sud del mondo
Oggi nel mondo ci sono molte differenze tra il nord e il sud.
Il nord è più ricco e ha molte più risorse del sud. I paesi del sud, quindi, devono chiedere dei prestiti ai paesi ricchi; perciò si indebitano smepre di più, attraverso quello che viene definito debito internazionale; per aiutare questi paesi sonos tate fondate alcune organizzazioni come l'ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) e le ONG (Organizzazioni Non Governative). Io mi aspetti che in questi anni tali Peasi venganoa iutati da tutti gli abitanti degli Stati più ricchi, con delle donazioni o semplicemente iniziando afar parte di queste organizzazioni. E potremmo batterci anche per i diritti delle donne, perché in questi paesi le donne sono sottomesse dagli uomini, ad esempio in Afghanistan, in cui le donne da quando sono arrivati i taliban sono costrette ad andare in giro "scortate" dagli uomini oppure in gruppi. sono costretta ad indossare il burqa quando escono di casa, oppu re quando hanno ospiti, inoltre sono costrette ad essere curate solo in cliniche private oppure in ospedali malandati. Oltretutto non hanno il diritto di istruirsi, perché gli uomini temono che diventino intelligenti e possano "mettere loro i piedi in testa".
L'appello che io faccio è di unirci ed aiutare questi paesi.
Tutti noi potremmo fare qualcosa!

Sulla PACE ... Le nostre idee sulla pace (2)

Io sogno che un giorno tutti i popoli si aiuteranno a vicenda e si rispetteranno, che tutti i bambini avranno un'infanzia felice, piena di amore e divertimento, con i nostri stessi diritti, perché possano sognare come noi stiamo facendo ora.
La parola "pace" non vale molto, perché sono quattro lettere spesso valide solo in teoria. E' più significativo considerare ciò che ha fatto Gandhi, che veder scrivere da qualcuno poche lettere: i fatti rimangono a lungo, le parole per pochi momenti.
La pace è l'unico mezzo per unire insieme tutto il mondo, per creare fraternità e fratellanze, per unire tutte le popolazioni in un unico gruppo, per generare solidarietà. Solo in questo modo le guerre finiranno e ogni tipo di conflitto si spegnerà. Con la pace tutto questo si può, basta solo metterlo in pratica!
Con la guerra vera e propria nojn si conclude nulla. La pace, invece, riunisce tutte le persone del mondo, in modo che ci sia più fratellanza e serenità.
Pace è rispetto, pace è amore, pace è fratellanza tra gli uomini, pace è parita tra uomini e donne, pace è tolleranza, pace è fedeltà. Ma l'uomo fa finta di essere cieco, sordo e muto, perché non riconosce queste parole.
Pace é pensare al prossimo.
Con la guerra molte vite sono andate perdute, molto è andato distrutto, ma soprattutto sono venuti meno molti valori: la gioia, il sorriso, il senso della famiglia. Con la pace si ritrova il sorriso e la gioia, si ricostruiscono i legami e le amicizie. Con la pace il mondo é migliore!

Sulla PACE ... Le nostre idee sulla pace (1)

Pace, una parola di solo quattro lettere, che però ha un significato enrome. La pace per molte persone non significa niente, ma per uei pochi che riescono a coglierne il significato ha un valore grandissimo.
La non violenza, la tolleranza e l'uguaglianza sono le componenti principali della pace.
Bisogna aiutare il prossimo, non essere egoisti e cercare in tutti i modi di perdonare, perchè con la guerra l'odio si amplifica e non si coglierà mail il reale valore della vita.
Tutti abbiamo il diritto di vivere e non siamo nessuno per poter giudicare gli altri o persino togliere loro la vita.
Le persone che hanno saputo interpretare nel giusto modo la pace sicuramente verranno ricordate per ciò che hanno detto.

La pace è l'uni modo per vivere assieme in un clima di armonia e fratellanza senza discriminazioni razziste.

Per trovare la pace bisogna vivere l'amicizia, l'amore e la vita.
Perché la pace è amicizia, la pace è amore, la pace è vita.

Il cammino della Pace

E' necessaria la tolleranza
Si sente spesso parlare di discriminazioni o di ragazzi sottoposti a torture per il fatto di essere diversi. Per esempio, qualche settimana fa un ragazzo di colore è stato picchiato per un motivo banalissimo, quello di avere la pelle scura; un giovane è stato maltrattato perchè aveva i capelli lunghi; in Sudafrica quattro studenti bianchi hanno umiliato delgi operai neri facendo loro bere urina. Quanto sento tali tragici episodi di ingiustizia e discriminazione resto completamente senza parole, non posso immaginare che la crudeltà dell'uomo arrivi fino a questi livelli. Ho sempre saputo che ci sono diversi episodi che tormentano la vita di un uomo di colore, che da sempre sono stati sottomessi, ma speravo appartenesse al passato e che potessimo superare certi pregiudizi nel 2009; basta pensare che apparteniamo tutti alla stessa razza e che non esiste la "razza nera" e quella "bianca". Mi sembra di ritornare all'epoca di Hitler, quando gli atteggiamenti razzisti erano diventati legge.
Noi bianchi crediamo di essere i migliori, ma se pensassimo almeno per un secondo alla sofferenza che un uomo di colore deve sopportare per tutta la vita, sicuramente avremmo più rispetto per loro. Le persone di colore non soffrono solo perchè sanno di avere la pelle scura, ma anche perchè i bianchi li prendono in giro; inoltre quando vengono tolti a loro i diritti, che per fortuna da qualche decennio sono stati ing rado di conquistarsi, fa molto male. Per non parlare dei bambini di colore, che vengono in Europa e che per la maggior parte dei casi vengono isolati dagli altri ragazzi: ma abbiamo mai pensato come ci si sente a stare soli in una comunità? A non avere nessuno accanto e a tenere tutto il dolore dentro? Certo che no! Non pensiamo alla loro sofferenza che da secoli si portano dietro come se fosse qualcosa di permanente che non va mai via.
Ma c'è sempre la speranza che tutto questo un giorno scomparirà, il primo passo l'abbiamo già fatto con le elezioni di Obama, primo presidente di colore americano. Il nuovo presidente afroamericano, che porta tante speranze, è la gioia delle persone di colore.

Per un mondo migliore dobbiamo prendere in considerazione la tesi del padre degli Illuministi, Voltaire :
"La tolleranza è la necessaria conseguenza della comprensione della nostra imperfezione umana. Errare è umano e a noi capita continuamente. Perdoniamoci gli uni con gli altri." 
Questo è il principio per una reale tolleranza e vera convivenza civile.

Romanzi

Tre capolavori del Novecento
Gli alunni della 3 Media di Cimadolmo invitano i coertanei alla lettura di alcuni romanzi che hanno caratterizzato il Novecento e cioè: Il giorno della civetta, Addio alle armi e Il Diario di Anne Frank.

Leggi l'intero articolo a pag. 4 de Il Quaderno

Dal Gazzettino - Il Sindaco consegna la Costituzione

Il Sindaco del Comune di S. Polo consegna la Costituzione a 43 alunni della locale Scuola Media.
L'articolo è apparso sul quotidiano "Il Gazzettino" di Treviso il 19 aprile 2009. (pag.2)