Visualizzazione post con etichetta Storia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Storia. Mostra tutti i post

7 giugno 2010

Ricordi della Seconda Guerra Mondiale - 2

I nostri nonni la ricordano così
Mio nonno mi ha raccontato che il 6 gennaio 1942, i Nazisti lo hanno portato ad Oderzo e da lì a Treviso in treno. Poi, sempre in treno lo hanno portatoa Trento dove rimase fino al 7 gennaio 1942; gli diedero una divisa verde da indossare. Partì per l'Austria e vi rimase fino all'8 settembre 1943. Il giorno dopo lo portarono in Germania nel campo di concentramento, lo misero in fila e gli diedero un libretto. Di seguito andò a lavorare in una polveriera per circa un anno e poi in una fabbrica di locomotive. Il 15 aprile 1945 fino al 18 luglio 1945 ando a Pescantina e poi con un camion del Comune di Ormelle e della Diocesi di Treviso lo riportarono a casa.

1 giugno 2010

Ricordi della Seconda Guerra Mondiale

I nostri nonni la ricordano così

Ciao! Siamo i ragazzi della 3A della scuola media di Ormelle... con il professore di Religione ci siamo soffermati sulle due guerre mondiali raccogliendo testimonianze di parenti e conoscenti che avevano vissuto quei momenti. Abbiamo approfondito maggiormente la Seconda Guerra Mondiale essendo più vicina a noi e per questo motivo le fonti a disposizione erano maggiori. Ora desideriamo renderti partecipe di una parte del nostro lavoro. Dunque chiudi la televisione e mettiti comodo... E buona lettura.
Per mangiare in tempo di guerra, i contadini passavano il cibo alle famiglie. Durante la guerra questa zona venne sfollata e per scappare: quelli a destra del Piave andavano verso il Po, mentre quelli a sinistra andavano verso le montagne. Essi rientrarono nel 1918. Il bisnonno di un mio vicino di casa era talmente abituato a mangiare poco che quando rientrò, mangiò un bel piatto di pasta e morì. Nella nostra zona tutti i campanili. e anche qualche chiesa, vennero distrutti con il mortaio, perchè i soldati li usavano come vedette.
L'Italia dichiarò guerra alla Russia nel 1939. Durante la guerra, la casa dei miei bisnonni - nonni ospitava partigiani nella soffitta (soer) dove si nascondevano durante i rastrellamenti dei tedeschi: se questi fossero andati a controllare, i partigiani avrebbero sparato. Anche a casa dei miei nonni ci fun un rastrellamento e la mia bisnonna Margherita disse ai nazisti che in soffitta non c'era nessuno, invitandoli ad andare a controllare. Grazie a questo gesto così convinvente i tedeschi le credettero e se ne andarono. Questi erano circa una ventina di soldati, seguiti da fascisti. Durante il dominio fascista, quando passava il podestà, tutti dovevano salutarlo: un certo Forniz da Roncadelle non lo fece e fu trasportato al centro della piazza, qui gli fecero bere 1/4 di olio bruciato. Dopo qualche giorno morì. Durante la guerra, c'era il coprifuoco e se qualcuno veniva trovato fuori casa dopo l'orario stabilito, veniva portato in prigione e poi processato (o in campo di concentramento, o fucilato). Qui ad Ormelle il comando dei tedechi era l'attuale asilo. I raccolti agricoli dovevano essere portati all'ammasso, poi i tedeschi ti davano una tessera con la quale andavi a fare la spesa. Il nonno di mio nonno quando uccideva la bestia inviava la carne, la farina e il vino ai partigiani in Cansiglio. Le persone che finivano nei lager  non sempre venivano uccise, perchè se i tedeschi capivano che non erano politicizzate le mandavano ad aiutare i contadini nei campi. Alla fine della guerra l'Italia era divisa in due: Repubblica e Monarchia. Dopo il rreferendum, vinse la Repubblica.

All'inizio la guerra civile tra italiani fascisti e italiani partigiani durò per molto tempo. Infatti solo a Roncadelle ci furono cinque rastrellamenti. Nel primo furono prese quattro persone, amici di famiglia e due di questi morirono in campo di concentramento. Nel secondo fu bruciata una casa e l'abitazione del parroco, ma nessuna persona venne presa. Il giorno dopo, venti persone furono catturate e portate via. Al quarto rastrellamento mio nonno e mio zio si nascosero in una botte piantata nel terreno e si coprirono con delle patate. Quando ad un certo punto sentirono degli spari, scapparono. Si ritrovarono con dei ragazzi da Ponte di Piave che, anche loro, fuggivano e arrivarono fino a Stabiuzzo dove si fermarono a mangiare e per ringraziare dell'ospitalità aiutarono la famiglia con dei piccoli lavoretti. Mio nonno doveva fare la guardia e avvertire subito se arrivavano i Tedeschi. Ad un certo punto vide dalla stradina degli uomini avanzaredei soldati con  alcuni rpigionieri. In tedesco si dissero qualcosa e venne puntato da un soldato il fucile sulla schiena di mio nonno. Quando gli altri se ne andarono, la guardia disse a lui di andarsene e glielo fece capire muovendo la mano, ma impaurito e temendo il peggio mio nonno non si scompose. Dopo un po' si convinse e così grazie a quell'uomo, mio nonno si salvò.

31 maggio 2010

Museo a scuola - Le fonti della Storia

Dopo l'interessante esperienza della visita al mueso dell'uomo di Susegana e dei laboratori di cestini in vimini e bambole di pezza, noi bambini di terza abbiamo continuato il percorso di conoscenza della storia dei nonni ascoltando le loro testimonianze orali.
Poi con il loro aiuto abbiamo raccolto oggetti della loro vita quotidiana (fonti materiali) per allestire il nostro museo nel salone della scuola: attrezzi da lavoro, strumenti della cucina, materiale scolastico, giochi per bambini, oggetti da camera, ecc.
 Abbiano inoltre allestito un pannello con vecchie fotografie (fonti iconogrfiche) osservando le quali abbiamo potuto ricotruire alcuni momenti della vita dei nostri nonni.

31 agosto 2009

Come i nonni

Realizziamo cestini e bambole.

Noi bambini di 3A e 3B della Primaria di Ormelle, giovedì 6 novembre, siamo andati al Museo dell'Uomo di Susegana per approfondire la conoscenza della vita al tempo dei nonni.
Durante la mattinata abbiamo visitato le stanze di una tipica casa rurale eil museo, che raccoglieva tantissimi oggetti della scuola e giocattoli di una volta.
Dopo il pranzo ci siamo divisi in due gruppi. Noi maschi abbiamo realizzato dei cestini con il vimini utilizzando una base rotonda di compensato con nove buchi molto, ma molto stretti su cui abbiamo infilato nove pioli un po' più grossi dei  buchie bagnati perchè così non si psezzavano e scivolavano meglio attraverso i fori. La guida ci ha poi consegnato un vimini a testa che dovevamo far passare una volta fuori e una volta dentro dai pioli. Alla fine del lavoro i cestini sono venuti tutti diversiperchè qualcuno aveva tenuto il suo cestino meglio di altri. Alla fien tutta la nostra fatica ha avuto i suoi frutti perché avevamo realizzato un vero cestino. Il lavoro è stato molto entusiasmante per noi bambini e non vediamo l'ora di rifare un'esperienza come questa. 
Noi bambine abbiamo fatto le bamboline di pezza. Prima abbiamo realizzato la testa con una pallina al centro di un pezzo di stoffa e dopo l'abbiamo legata con un filo così la testa non si staccava. Poi abbiamo fatto le mani legando gli angoli opposti della stoffa. Successivamente Stefania ci ha dato un pezzo di stoffa colorata per la maglia: l'abbiamo intrecciato intorno al corpo. Per finire abbiamo fatto la gonna con tante piegoline che bisognava avvolgere intorno alla bambolina.  Dopo con i pennarelli abbiamo disegnato la bocca e gli occhi, infine la signorina ci ha dato dei pezzi di lana per fare i capelli. Questo lavoro è stato molto divertente.
E' stato come fare un piccolo viaggio nel tempo.